Venerdì 12 giugno, nella splendida Basilica Palladiana, abbiamo vissuto qualcosa di raro: un pomeriggio dedicato all’intelligenza artificiale, con Federico Faggin, che tra i primi ha aperto l’era dell’informatica moderna e che oggi spiega, con la stessa chiarezza di allora, “Le macchine elaborano simboli, noi comprendiamo significati. Loro processano dati, noi viviamo esperienze. Ecco perché l’intelligenza artificiale ci aiuterà se la useremo con etica e giudizio.” Ed è la coscienza, quella capacità tutta umana di discernimento, empatia e creatività autentica, a fare la differenza. Non un limite dell’IA ma la grandezza dell’essere umano. Quella medesima grandezza che anche Papa Leone XIV ha posto al centro della sua enciclica Magnifica Humanitas. Ecco cosa abbiamo portato a casa ieri, oltre alle idee: la conferma che gli incontri contano. Che il pensiero cresce quando ci si confronta, e che la bellezza di una Basilica palladiana non è solo nei marmi, ma nelle persone che la animano: grazie a tutti voi che avete reso una conferenza sull’intelligenza artificiale, una meravigliosa conversazione sull’intelligenza umana. Grazie a tutti